I POLI CIVICI DI MUTUALISMO SOCIALE INCONTRANO IL SINDACO

Gualtieri e la rete dei Poli civici a Casale Caletto (V Municipio): “Costruiamo una nuova infrastruttura sociale. Per ridurre le fratture di Roma serve una partecipazione quotidiana, fatta di cura e mutualismo”

Di Marco Bucci   Il 6 Ottobre, a Casale Caletto, nel cuore del V Municipio, si è tenuta un’assemblea pubblica dedicata ai Poli civici di mutualismo solidale, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, dell’assessora alle Politiche sociali e alla Salute Barbara Funari, dell’assessore alle Periferie Pino Battaglia, di Andrea Catarci (Ufficio di scopo per la Partecipazione e il Giubileo) e del presidente del Municipio V Maurizio Caliste.

L’iniziativa è stata promossa dalla Rete dei Poli civici romani e ha visto la partecipazione di numerose realtà cittadine e associative, tra cui Esquilino Comunità Solidale, Cinecittà Bene Comune, Polisportiva Villa Gordiani, Ritagli, Polo civico Casale Caletto, Polo civico Alessandrino, La Tenda di Abramo, Polo civico Tor Pignattara, Polo civico Torre Maura, Officine Zero, Spazio di Mutuo Soccorso Spin Time, Scuola di Quartiere Quarticciolo, Associazione 4 Luglio, Csoa Spartaco, Rete 7 Quarti Solidale, Polo civico Valle Aurelia, Scuola Popolare Pigneto-Prenestino, e molte altre esperienze territoriali che animano quotidianamente la città.

“Andare dove c’è il bisogno”

Ad aprire l’assemblea è stato il presidente del Municipio V, Maurizio Caliste, che ha richiamato la necessità di riportare le istituzioni nelle periferie: «Abbiamo abbandonato i nostri quartieri – ha detto –. I servizi sociali devono tornare a stare dove c’è il bisogno, ad ascoltare e dare risposte concrete ai cittadini».

A seguire, Andrea Catarci ha sottolineato il valore politico dei Poli civici come infrastruttura sociale della città: «Servono per accorciare le distanze, ridurre le disuguaglianze e restituire coesione ai territori. Sono un pezzo della strategia di Roma per costruire una comunità più giusta e solidale».

La partecipazione come motore del cambiamento

Per Beatrice Tabacco, portavoce della rete dei Poli civici, «la partecipazione non può ridursi a un’erogazione di servizi a basso costo, ma deve diventare un percorso condiviso e generativo, che parta dai bisogni reali dei cittadini e riconosca il valore del volontariato e delle pratiche solidali».

Dal Polo civico Esquilino, Troisi ha ricordato quanto sia faticoso ma necessario animare le comunità: «La partecipazione è un lavoro complesso che richiede responsabilità, presenza costante e capacità di costruire fiducia tra cittadini e istituzioni».

Esperienze come quella del Polo civico Ritagli, attivo nel quartiere Bastoggi, mostrano la forza del mutualismo di prossimità: «Ogni sportello è un luogo di ascolto e mediazione sociale, dove chi riceve aiuto spesso torna come volontario, diventando parte attiva della comunità».

Dal Polo civico Cinecittà Bene Comune è arrivato un contributo centrato sulla dimensione sociale e trasformativa dei Poli civici: «Queste esperienze non si limitano al mutualismo – è stato spiegato – ma includono percorsi di formazione e reinserimento lavorativo. Con Civico 7, nel VII Municipio, abbiamo coinvolto persone fragili e disoccupate in attività di cura del territorio, restituendo dignità e nuove opportunità. I Poli civici devono essere anche strumenti di cambiamento urbano e sociale, capaci di migliorare concretamente la qualità della vita nei quartieri».

Gualtieri: “I Poli civici sono una forma popolare di cittadinanza attiva”

Nel suo intervento, il sindaco Roberto Gualtieri ha tracciato un quadro ampio sul ruolo dei Poli civici nella visione complessiva della città: «I Poli civici rappresentano una delle forme più vive e popolari di cittadinanza attiva e mutualismo – ha detto –. Sono esperienze nate dal basso, prima ancora del regolamento che oggi le riconosce, e che hanno saputo costruire una rete capace di prendersi cura delle persone e dei territori con un approccio di prossimità e corresponsabilità».

Gualtieri ha sottolineato come la collaborazione tra istituzioni e cittadini sia ormai un pilastro del nuovo modello di welfare urbano: «Non basta rafforzare i servizi o realizzare opere pubbliche. Per ridurre le fratture della città serve una partecipazione quotidiana, fatta di cura, di solidarietà e di azioni concrete che tengano insieme il sociale, la scuola, la cultura e la casa. L’obiettivo è valorizzare le energie diffuse nei quartieri, trasformandole in parte integrante della strategia pubblica di Roma».

Il sindaco ha poi ricordato come i Poli civici non siano “un settore a parte”, ma un’estensione della cittadinanza attiva: «Non sono comitati di quartiere, né enti del terzo settore o gruppi occasionali: sono un modo nuovo di vivere la comunità, di connettere il mutualismo alla partecipazione democratica. Rappresentano la spinta vitale della città pubblica, la forza civile che serve a costruire coesione e sicurezza sociale».

Concludendo, Gualtieri ha ribadito l’impegno del Comune nel sostegno ai Poli civici attraverso strumenti di regolamentazione, supporto economico e formazione «Questo patrimonio di esperienze va accompagnato e messo a sistema. Roma ha bisogno di una rete solida di prossimità, perché solo così possiamo ridurre le distanze e dare risposte concrete a chi vive nei territori più fragili».

Luparelli (SCE): “I territori che si organizzano costruiscono la vera sicurezza”

In una nota diffusa al termine dell’incontro, il consigliere Alessandro Luparelli (Sinistra Civica Ecologista), primo firmatario della delibera sui Poli civici, ha definito l’assemblea di Casale Caletto “un momento formale di riconoscimento del lavoro prezioso svolto dalle reti di mutualismo solidale nei quartieri della città”.
«In un contesto di crescenti disuguaglianze – ha aggiunto – queste strutture rappresentano un argine e, allo stesso tempo, la base da cui ripartire per invertire la rotta. I territori che si organizzano dal basso costruiscono la vera sicurezza, rivendicando lavoro, casa, servizi, istruzione e cultura».

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