Due mesi dopo la tragedia, cittadini e istituzioni a confronto. La Rete 4 Luglio rilancia la mobilitazione: “La Regione Lazio si assuma le sue responsabilità” Di Marco Bucci
Si è svolta venerdì 19 settembre in piazza San Gerardo Maiella, nel cuore di Casilino 23, l’assemblea pubblica convocata dalla Rete Territoriale 4 Luglio.
A due mesi dall’esplosione del distributore GPL di via dei Gordiani – che ha causato la morte di un lavoratore, decine di feriti e danni gravissimi alla scuola Balzani e al quartiere – centinaia di abitanti, genitori, insegnanti e attivisti si sono confrontati con rappresentanti del Comune di Roma e del Municipio V. Ancora una volta, assente la giunta regionale guidata da Rocca.
In apertura con l’intervento di Emiliano Viccaro, la Rete ha ricordato i temi rimasti irrisolti: bonifica dell’area e spostamento degli impianti industriali, tempi certi per la ricostruzione della scuola, risarcimenti alle famiglie colpite e monitoraggio del suolo e dell’aria.
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Le promesse del Campidoglio
L’assessore alle Periferie Pino Battaglia ha annunciato che i lavori per la scuola Balzani partiranno entro ottobre, con l’obiettivo di chiuderli “tra gennaio e febbraio 2026”. «Abbiamo colto l’occasione per programmare anche interventi strutturali, in modo da restituire un edificio migliore di quello che c’era prima dell’esplosione», ha dichiarato.
Sul fronte ambientale, Battaglia ha riferito che secondo le analisi dell’ARPA non ci sono contaminazioni al suolo, mentre sull’impianto GPL ha chiarito: «L’area è sotto sequestro, le indagini sono in corso e fino a quando non avremo gli esiti non possiamo dare certezze su bonifiche e risarcimenti». Per la NC Metalli, invece, ha confermato che la delocalizzazione era già prevista, ma l’iter burocratico sarà lungo.
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Le difficoltà del territorio
Accanto a Battaglia è intervenuta un’assessora del V Municipio, che ha ringraziato dirigenti scolastici, tecnici comunali e personale municipale per il lavoro svolto fin dai giorni immediatamente successivi all’esplosione. Ha riconosciuto però i disagi che le famiglie stanno vivendo: trasporto scolastico limitato, problemi logistici, orari complicati.
«I bambini oggi frequentano scuole sicure e serene – ha spiegato – ma sappiamo che restano difficoltà. Ogni giorno lavoriamo per risolverle. Non possiamo promettere cose che non siamo in grado di mantenere: un’istituzione deve parlare con chiarezza, altrimenti rischiamo di tradire la fiducia delle famiglie e dei bambini».
Ha poi annunciato la riqualificazione del giardino e del campetto della scuola Balzani: molte alberature che avevano fatto da scudo durante l’esplosione sono andate distrutte e saranno sostituite.
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L’impegno per il futuro
Il consigliere di Sinistra Civica Ecologista, Alessandro Luparelli, ha sottolineato l’importanza di garantire certezze alle famiglie: «Il nostro obiettivo è che a settembre 2026 la scuola non solo riapra per gli studenti già iscritti, ma torni ad accogliere nuovi bambini. Per questo ci impegniamo a condividere con trasparenza l’avanzamento dei lavori e a dare risposte chiare sulle iscrizioni future».
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Mobilitazione ancora aperta
Dal dibattito in piazza è emersa con forza l’opposizione dei residenti alla possibilità di riaprire la scuola accanto a un’area ancora non bonificata. La Rete 4 Luglio ha ribadito che “nessun impianto dovrà riaprire nella zona del disastro” e ha chiesto al Comune di anticipare le risorse per la bonifica, rivalendosi successivamente sui privati.
L’assemblea si è chiusa con due impegni condivisi: la convocazione a ottobre di un tavolo permanente di confronto con le istituzioni e l’apertura di una nuova mobilitazione nei confronti della Regione Lazio, chiamata ad assumersi le proprie responsabilità sul processo di bonifica e sulla delocalizzazione definitiva degli impianti industriali.
«Avanti nella lotta!» è il messaggio con cui la Rete ha salutato i cittadini in piazza.