POLI CIVICI IN OGNI QUARTIERE UNA RISPOSTA ALLE PERIFERIE DA SINISTRA

di Alessandro Luparelli  *Consigliere di Roma Capitale del Coordinamento Alleanza Verdi Sinistra

Dopo l’importante risultato politico delle elezioni europee, che vede la sinistra rosso verde romana raggiungere il 10 %, non c’è tempo da perdere e, con determinazione, bisogna entrare coraggiosamente nella grande questione sociale che attanaglia la città.

Roma si impoverisce ogni giorno di più, i dati dell’ISTAT, del Censis, tutti i report, dai sindacati alla Caritas, parlano chiaro. Il lavoro non retribuito e precario, il lavoro povero, la manodopera dura e mal pagata, l’emergenza abitativa, la difficoltà di accesso alla sanità e ai servizi man mano che il governo Meloni e Rocca affondano le loro radici, peggiorano a partire dalla negazione dei problemi e delle prospettive di uno sviluppo sostenibile. La direzione della destra è chiara: cancellazione del reddito di cittadinanza e del contributo affitto. Ogni giorno dalla periferia alla città consolidata la qualità della vita si abbassa. La dimensione urbana in questo contesto di crisi economica costante e progressiva, assume la priorità dell’intervento che la sinistra deve poter pensare ed agire, aprendo una prospettiva che contempli anche un immaginario politico capace di ribaltare le narrazioni.

Va ripensato il sistema di welfare e di tenuta dei servizi là dove il tessuto sociale sta cedendo, dove aumentano ed emergono nuovi bisogni che non colpiscono solo i più poveri ma l’intero ceto medio impoverito urbano. Si è da soli a fronteggiare una società sempre più escludente e concorrenziale, individualista e menefreghista, dove la solitudine è la condizione difficile in cui ci si ritrova.

Dall’altra parte le politiche dei tagli a favore troppo spesso della libera concorrenza e del mercato hanno assottigliato l’offerta e l’efficacia dei servizi pubblici.

Eppure negli anni la città ha sviluppato i suoi anticorpi creando luoghi di aggregazione e di resistenza popolare: realtà sociali autorganizzate, comitati e nuovo associazionismo territoriale che troppo spesso rimane isolato dalle istituzioni, incompreso e inascoltato anche se in grado di fornire molte risposte alle condizioni complicate della città.

Con la delibera che riconosce i poli civici di mutualismo sociale si vuole rafforzare proprio queste esperienze di mutualismo territoriale e il sistema dei servizi sociali, aumentando le strutture di qualità all’interno di ogni municipio in un’ottica di decentramento dell’offerta dei servizi. Costruire un vero welfare locale attraverso il coinvolgimento attivo e il rafforzamento delle reti territoriali. Il tema è dotare Roma di una nuova  ed efficace infrastruttura sociale e umanitaria da agire soprattutto in periferia dove è più difficile penetrare e mettere radici. Se l’operato del sindaco Gualtieri nel riprendere in mano la città si basa molto sul rilancio del turismo di lusso, sulle grandi opere e cantieri, sui grandi eventi, noi dobbiamo guardare alla costruzione di una grande opera volta all’attivazione della partecipazione popolare e ad una nuova stagione di protagonismo sociale capace di interrogare la politica e i poteri forti della città.

Lo facciamo di fatto guardando alla grande ricchezza che negli anni si è formata, quartiere per quartiere, guardando a tutte quelle esperienze territoriali di resistenza e resilienza, guardando a quelle realtà che hanno fatto rete e che si mobilitano per migliorare la qualità della vita delle persone e ristabilire l’equità sociale e ambientale.

Con la proposta di delibera sui poli civici di mutualismo sociale andiamo a riconoscere proprio queste pratiche di resistenza e di riscatto che si sono formate dagli anni dell’inizio della crisi economica e che si sono moltiplicate nel periodo della pandemia, e che hanno  continuato il loro lavoro fino ad oggi con grande dedizione, lontani dai riflettori ormai completamente spenti ma presenti per chi è di fatto tagliato fuori dalle decisioni della politica che riguardano la città.

All’interno della delibera si individua, per sostenere queste esperienze non solo  un albo aperto a chiunque si identifica in un polo civico riconoscendoli come organismi e istituzione della partecipazione attiva, ma un importante centro di costo di finanziamento delle attività di mutualismo e auto organizzazione territoriale per crearne anche dei nuovi.

Abbiamo definito le azioni principali che devono caratterizzare  un polo civico partendo dalla valorizzazione della prossimità e dall’intreccio proficuo tra servizi già elargiti dai municipi e quelli già autonomamente offerti dalle realtà sociali.

Si individuano quindi gli sportelli come strumento principale di apertura ai bisogni e alle richieste della cittadinanza.

La delibera prevede sportelli dedicati per: casa, reddito, orientamento ai servizi, orientamento al lavoro,  aiuti alimentari, accesso alle cure sanitarie; con la creazione di un’apposita App che renda sinergico l’accesso ai servizi.

Andiamo a sostegno delle azioni di animazione sociale, facilitando le sperimentazioni di auto imprenditorialità, mutualismo, sperimentazione di nuovo welfare locale, con punti informativi e centri di formazione retribuita e progetti di inserimento lavorativo per le tantissime persone tagliate fuori dal mercato del lavoro che siano essi giovani, neet, o ultracinquantenni che hanno perso il lavoro.

La delibera promuove e riconosce la costruzione di laboratori di partecipazione volti allo sviluppo locale che contemplano la partecipazione attiva ai tavoli dei piani sociali di zona, rafforzando gli spazi di democrazia esistenti e di confronto con le istituzioni e gli operatori economici territoriali.

La delibera contempla i nuovi sistemi di funzionamento per superare la logica dei bandi attraverso i patti di collaborazione territoriali, i tavoli di co-programmazione e di co-progettazione; agevolando il riutilizzo del patrimonio pubblico in disuso e i beni confiscati rendendoli accessibili e utili per lo sviluppo locale.

Per fare tutto questo sarà necessaria l’applicazione reale di  due delibere nate dalle lotte dei movimenti e da un confronto serrato con l’amministrazione: la delibera 104 per l’uso sociale del patrimonio pubblico e la  delibera 102 sulla gestione condivisa dei beni comuni di Roma.

I poli civici non sono solo strumento di welfare sociale ma sono strumenti di partecipazione popolare in grado di dare voce e di incidere nelle scelte strategiche della città per trasformare il territorio. Uno strumento che sta dalla parte del lavoro, dell’ambiente, dei diritti, dei servizi e dalla parte giusta della  rinascita di una città più solidale e cooperante dove i cittadini diventano protagonisti del loro futuro.

Per questo, dopo aver intercettato molte delle realtà territoriali delle reti di mutualismo della città, abbiamo avviato un percorso pubblico e coinvolto l’Assessorato ai Quindici Minuti, il consiglio Comunale attraverso commissioni e i municipi, dando vita ad una proposta di delibera.

Già lo scorso anno abbiamo fatto partire una prima sperimentazione, frutto dei miei emendamenti in bilancio, finanziando i primi interventi dei poli civici nei municipi VII, VIII, IX e XII. Dai risultati e dagli studi di queste prime sperimentazioni positive è stato possibile raccogliere ulteriori osservazioni e suggerimenti.

Ora la delibera è all’ordine dei lavori in aula Giulio Cesare in Campidoglio con le firme oltre la mia, del consigliere Riccardo Corbucci, presidente della commissione regolamento di Roma Capitale e della consigliera Erica Battaglia sempre della maggioranza. Siamo impegnati in questi giorni non solo alla sua approvazione superando le resistenze di alcune forze politiche e centinaia di emendamenti presentati dalle opposizioni , ma anche per predisporci a raggiungere l’obiettivo da qui a fine luglio di trovare le risorse necessarie in sede di assestamento di bilancio per sostenere economicamente le reali attività dei poli civici.

Una battaglia che riguarda la città, che stiamo facendo insieme alle realtà sociali di cui la città è espressione. L’obiettivo è realizzare e finanziare un Polo Civico di Mutualismo Sociale in ogni municipio della capitale, ci lavoreremo fino a farlo diventare realtà.

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