“Quanto twittato dai fan dell’Inceneritore di Roma, il ritardo nella pubblicazione del bando di gara imputato all’aumento dei costi di realizzazione superiori ai 700 milioni di euro inizialmente previsti, con conseguente aumento delle tariffe di conferimento, qualora fosse confermato, porta a comprendere due cose.
La prima è che per i romani non sarà affatto un affare come il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessora Sabrina Alfonsi sbandierano da quasi un anno e mezzo a questa parte; la seconda è che Roma Capitale e Acea parlano tranquillamente come se la gara non dovesse più tenersi”. Così in una nota il comitato No Inceneritore a Santa Palomba. “Rispetto alla prima questione invitiamo quindi i romani ad aprire gli occhi, perché trattandosi di un investimento privato lo stesso dovrà generare profitti attraverso gli introiti derivanti dall’impianto: niente diminuzione della Tari come niente energia elettrica gratis – continua la nota – Rispetto alla seconda, tenuto conto delle sue implicazioni, in via cautelare scriveremo all’ANAC con richiesta di monitorare attentamente la procedura”. “Per le opposizioni tutte, e in particolare per tutti i contrari all’impianto in qualsiasi livello istituzionali si trovino, è il momento di pretendere piena luce sul termovalorizzatore e sulle relative procedure – conclude la nota – tenuto conto che il progetto di fattibilità è, di fatto, segretato con un nostro accesso agli atti respinto per non compromettere il buon andamento dell’azione amministrativa e assicurare l’esigenza della segretezza della documentazione tecnica nelle more della pubblicazione del bando di gara”.