“Sono trascorsi ormai due mesi dall’iniziativa alla Regione Lazio in cui la questione del progetto di recupero dell’ex Ipab San Michele di Via del Casale de Merode è stata affrontata meramente come un problema di ordine pubblico. Avremmo sperato, in queste settimane, di cogliere un deciso cambio di passo da parte della Regione in merito all’opportunità di (ri)avviare una trattativa autorevole per portare a compimento un progetto che, è bene dirlo, è stato lasciato burocraticamente incompiuto a pochi passi dalla meta dal precedente Governo Regionale” sottolinea una nota dei Movimenti per il diritto all’Abitare.
“Avremmo sperato soprattutto in un radicale ripensamento del presidente Rocca, che ha giustificato la totale chiusura all’ascolto nei confronti delle famiglie che dal 2004 vivono in quello stabile parlando del progetto di recupero come un cedimento alla “prepotenza”, e adombrando inaccettabili analogie tra la mobilitazione delle famiglie di Casale e l’assalto alla sede della Cgil ad opera di Castellino & co – spiegano – Ciononostante, nulla si è mosso: il silenzio da parte del Presidente Rocca e dell’assessore Ciacciarelli continua a essere assordante, né vi è stata alcuna novità da parte degli uffici preposti a dare seguito agli impegni presi. Il rischio concreto è dunque che, da un progetto di recupero che consentirebbe di dare finalmente una casa sicura a decine di nuclei familiari, si passi direttamente a uno sgombero, per di più senza soluzioni alternative”. “Un esito inaccettabile – continua la nota – e una impuntatura già di per sé grave, che lo è ancor di più in un periodo storico in cui più soggetti vedono nel recupero e nel riuso degli immobili l’unica soluzione plausibile per affrontare una crisi abitativa sempre più acuta e diversificata, che colpisce non solo le fasce sociali storicamente più povere e ricattabili dal “libero mercato” delle locazioni, ma ceti sociali un tempo garantiti e oggi impoveriti in maniera inesorabile dal carovita e dallaumento incessante dei tassi dei mutui”.