Dopo 32 giorni di confronto si è concluso il tavolo che l’Amministrazione comunale di Roma ha svolto con le organizzazioni sindacali sul tema dei criteri di accesso alle progressioni di carriera del personale capitolino.
Grazie alla deroga introdotta dal contratto nazionale delle funzioni locali
sulle modalità di finanziamento della spesa per il personale, Roma
Capitale ha previsto, come da delibera del Piano Assunzionale del
14 aprile scorso, l’utilizzo di risorse pari a 4 milioni di euro
per i passaggi di carriera. Sono 2055 i dipendenti che potranno
conseguire un avanzamento professionale: 675 nell’area
amministrativa tecnica, 690 nell’area della Polizia Locale e 700
in quella educativa e scolastica. “Dopo 14 anni di immobilismo sul
fronte delle carriere interne all’Amministrazione, Roma Capitale è
il primo grande Ente locale di Italia, a distanza di soli due mesi
dall’entrata in vigore del nuovo sistema di classificazione del
personale, a dare attuazione ai processi di valorizzazione dei
lavoratori e delle lavoratrici, attraverso le progressioni di
carriera che riguarderanno 2055 dipendenti.
In un momento in cui l’attrattività all’impiego in Roma Capitale
e negli altri Comuni è ai minimi termini, con tanti vincitori
delle procedure concorsuali che rinunciano all’assunzione e
parecchi dipendenti capitolini che ricercano altri impieghi a
causa di stipendi più bassi rispetto alle altre PA e di importanti
carichi di lavoro, decidiamo di invertire una lunga tendenza allo
sfascio e di dare impulso alla possibilità di crescita
professionale all’interno dell’Ente. Lo strumento delle
progressioni di carriera non è l’unico su cui si punta. Al tavolo
di contrattazione per il rinnovo del Contratto Collettivo
Decentrato con le organizzazioni sindacali si avanzeranno
ulteriori proposte, per provare a recuperare parte dei danni
causati dai mancati interventi degli anni passati che hanno
radicalmente peggiorato le condizioni economiche di lavoro. L’idea
è di consentire un sensibile aumento degli incentivi economici
legati alla produttività, anche attraverso il riconoscimento di un
premio importante in un’unica soluzione; una concreta integrazione
delle indennità contrattuali per tutto il personale, ancor più
consistente per le indennità specifiche correlate alla continuità
educativa e didattica per il personale delle scuole dell’infanzia
e dei nidi; un aumento dei differenziali stipendiali all’interno
delle categorie in relazione al livello delle responsabilità
assunte.
Questi sono alcuni degli elementi principali che porteremo nella
contrattazione con le organizzazioni sindacali, con cui decideremo
anche come recuperare quella parte di risorse per il personale non
utilizzate negli anni precedenti. Su tali tematiche di assoluta
rilevanza, che possono segnare un complessivo miglioramento socio
economico per il personale capitolino, si auspica di superare le
rigidità espresse da alcune organizzazioni sindacali,
nell’interesse di lavoratori e lavoratrici e in quello generale
della città, per la quale siamo chiamati a garantire servizi più
efficienti. Con le progressioni verticali è stato compiuto un
primo passo. La strada da fare per contrastare la “fuga” da Roma
Capitale, restituendo dignità e rispetto al personale, è però
ancora lunga e necessita degli sforzi di tutti gli attori in
campo”. Lo dice Andrea Catarci, assessore al Personale di Roma
Capitale.